 |
BOCCHERINI: Fandango, Sinfonie & La Musica Notturna di Madrid - R. Lislevand, chit; Le Concert des Nations; Jordi Savall
Benché Boccherini abbia composto villancicos, cantate, oratori, una messa, mottetti, le cosiddette ‘arie accademiche’ (arie da concerto) per soprano e orchestra su testi di Metastatasio, e una zarzuela su testo di Ramón de la Cruz, il grosso della sua produzione è musica strumentale. Ciò non era troppo frequente al suo tempo, soprattutto nel suo paese di origine, culla dell’opera e vivaio di musica vocale sacra e profana. Dentro questa ricca produzione, la musica da camera occupa un posto eminente, tra l’altro perché la sua prima tappa spagnola si svolse al servizio dell’Infante don Luigi, e questo fratello del re Carlo iii, molto appassionato di musica, disponeva di un quartetto d’archi composto di membri di un’unica famiglia, i Font. Se a questo quartetto si associa lo stesso Boccherini, si spiega l’alto numero e la qualità dei suoi quintetti per archi con due violoncelli. Oltre agli strumenti a corde, Boccherini utilizzò nella musica da camera quelli a tastiera - clavicembalo e pianoforte - e la chitarra; in quest’ultimo caso, in seguito alla sua relazione con un nobile catalano stabilitosi a Madrid, don Borja de Riquer, marchese di Benavent. Ma, accanto alla musica da camera, non c’è dubbio che, in campo orchestrale, il musicista di Lucca sia uno degli anticipatori del sinfonismo classico, nel quale precede anche la maggior parte della scuola di Mannheim. |